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Bufale – L’insetto che fa diventare vegetariani

Ivan Berdini 17 Agosto 2014 3 minuti letti
Amblyomma_americanum_tick

Diciamo che, più che altro, si tratta di una mezza bufala prodotta da un giornalista che non si è documentato bene.

Tutto comincia con la notizia (salvata anche su FreezePage), data da Repubblica, della scoperta di un una zecca (quindi un acaro e non un insetto come è stato scritto spesso da chi ha ripreso o condiviso la notizia) che col morso costringerebbe il malcapitato a diventare vegetariano provocando un’allergia alle carni. Infatti il morso di tale zecca provocherebbe un’allergia a un disaccaride chiamato alpha-gal (galattosio alfa 1,3 galattosio), la quale indurrebbe uno shock anafilattico circa sei ore dopo l’ingestione dello zucchero. Il problema è che l’articolo è stracolmo di inesattezze.

Amblyomma_americanum_tick
L’Amblyomma americanum, il “lone star stick”

Il nome corretto della zecca

In primis, l’animale in questione non si chiama volgarmente “lone state star”, quello è il soprannome del Texas, ma si chiama “lone star stick”, che è il nome comune della zecca classificata come Amblyomma americanum, che si può trovare in quasi tutti gli Stati Uniti orientali (costa Atlantica). Già questo basta per capire che l’autore dell’articolo su Repubblica non si è documentato bene prima di pubblicare.

Un’allergia alle sole carni di mammifero

La fonte originaria della notizia è probabilmente questo articolo del ScienceDailly, il quale illustra la particolare allergia indotta dal morso dell’acaro e non ancora compresa del tutto. Dall’articolo apprendiamo che l’allergia alla alpha-gal può provocare vari sintomi dopo l’ingestione di carni rosse, tra cui anche lo shock anafilattico nei casi più gravi. Ma l’articolo ci dice anche che gli sfortunati colpiti dall’Amblyomma possono consumare in tutta sicurezza carni bianche, come pollo o tacchino, mentre è possibile che alcuni soggetti abbiano problemi anche con il latte. Qui ci viene in aiuto la Wikipedia in lingua inglese (notevolmente più seria di quella in italiano che, purtroppo, è piena di castronerie) con una voce dedicata all’allergia all’alpha-gal, la quale chiarisce che tale zucchero si trova in tutti i Mammiferi tranne i Primati (inclusa la nostra specie), quindi si possono consumare in sicurezza pesci, uccelli, rettili, crostacei e molluschi. Questo dettaglio consente di bollare come bufala il titolo dell’articolo di Repubblica: il morso dell’Amblyomma non costringe a diventare vegetariani ma induce un’allergia alla SOLA carne di mammifero. Quindi l’affermazione del titolo è del tutto fuori luogo, sarebbe come dire che un soggetto allergico ai peperoni è allergico agli ortaggi ed è quindi costretto a diventare carnivoro. Chiaramente un assurdo.

Un’allergia temporanea

Ma la voce di Wiki ci illustra anche un altro dettaglio interessante: l’allergia all’alpha-gal svanisce col tempo, con un recupero del soggetto che nel giro di un tempo variabile tra alcuni mesi e alcuni anni, può tranquillamente tornare a consumare carni di mammifero. Al massimo i soggetti colpiti potrebbero diventare vegetariani per paura di star male di nuovo, ma è ben diverso dal dire che il morso della zecca “trasformi” in vegetariani.

In conclusione, trovo abbastanza triste che nella sezione Scienze di un quotidiano importante come Repubblica, siano pubblicate notizie non verificate e scritte in modo così grossolano: l’autore avrebbe potuto leggere a fondo l’articolo del ScieceDailly e cercare sulla Wiki inglese (come ho fatto io), invece di pubblicare informazioni così incomplete e imprecise, risparmiandosi la magra figura. Purtroppo in estate le redazioni si svuotano, le notizie scarseggiano e la stampa crolla drasticamente di qualità (molto più del solito).

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Ivan Berdini

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