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La processionaria del pino

Ivan Berdini 10 Marzo 2017 4 minuti letti
Thaumetopoea_pityocampa

La primavera è forse la stagione più bella dell’anno, infatti non è solo quella caratterizzata dalle temperature più gradevoli ma è anche quella in cui si verifica il risveglio di piante e animali. Dopo l’inverno, che può essere anche piuttosto rigido, la primavera è un tripudio di colori e di vita che però può avere un lato oscuro: non tutto ciò che si risveglia è benevolo.

Un ottimo esempio di questo aspetto oscuro è la Thaumetopoea pityocampa, meglio nota come “processionaria del pino”.

Processionarie durante il tipico comportamento che è valso loro il nome comune (CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=282898)

Pericolosità

Questi animali sono temuti per via delle loro setole, che sono molto urticanti per persone e animali, provocando violente irritazioni cutanee. Nei casi più gravi il contatto con tali setole può richiedere il ricovero in ospedale. Oltre alle loro difese, sono insetti dannosi perché defoliatori, cioè arrecano gravi danni alle piante di cui si nutrono e grandi infestazioni possono anche ucciderle.

Caratteristiche della processionaria

La processionaria è un lepidottero e per l’esattezza si tratta della larva di una falena, ossia una farfalla notturna. L’adulto è poco appariscente, schivo e abbastanza innocuo, ha un’apertura alare di circa 5 centimetri.

Adulti di Thaumetopoea pityocampa (Di ©entomart, Attribution, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=874553)

Le femmine depongono alla fine dell’estante più o meno un paio di centinaia di uova su piante del genere Pinus, come Pinus pinea (il pino domestico da cui si ricavano i pinoli) o Pinus pinaster, molto comuni specialmente nell’area mediterranea. Possono attaccare anche altre specie, come Pinus sylvestris, Pinus mugo, Pinus halepensis o Pinus nigra.

Ciclo vitale della processionaria

Le giovani larve iniziano a consumare le foglie aghiformi delle piante ospiti e crescono, tessendo nel frattempo un nido di seta caratteristico e facilmente riconoscibile sulle piante colpite come una massa bianca e filamentosa. L’inverno giunge quando i bruchi sono allo stadio 3 o 4. Durante la stagione avversa si rifugiano nei nidi ed entrano in diapausa (una sorta di letargo tipico degli insetti), per poi uscire in primavera ricominciando a consumare voracemente il fogliame.

Tipici nidi di processionaria del pino (Di Mangatome – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1903460)

Quando arriva l’estate, le larve hanno raggiunto la giusta biomassa e scendono dall’albero in fila, nella tipica processione, finché non trovano un punto adatto a sotterrarsi. Qui si impupano e dopo alcune settimane emergono le falene adulte, che deporranno altre uova per iniziare da capo il ciclo vitale.

Questa specie non è solo pericolosa per la popolazione umana, ma è anche molto dannosa per le piante ospiti. Le larve fitofaghe infatti sono incredibilmente voraci e in grado di defoliare l’albero fino alla morte. Per questi motivi quindi ogni anno si attivano piani di disinfestazione, almeno nelle aree più popolate.

Controllo della popolazione

La disinfestazione si può effettuare in vari modi. Oltre all’uso dei classici insetticidi, si usano delle trappole piene di feromoni che attirano le larve in liquidi come l’etanolo che poi le uccide. si tratta di una trappola selettiva, che ha il vantaggio di permettere la conservazione dell’entomofauna della pianta, che invece non è possibile usando gli insetticidi. Se l’infestazione è ridotta si può procedere a tagliare il ramo su cui si trova il nido, che poi viene bruciato. Questo genere di intervento è potenzialmente pericoloso perché le setole delle larve possono diffondersi nell’aria e colpire il disinfestatore se non utilizza protezioni adeguate.

Esistono anche metodi di lotta biologica, per esempio diffondendo artificialmente specie di insetti che si nutrono delle larve. È il caso per esempio di varie formiche predatrici del genere Formica, come per esempio Formica rufa, che predano gli insetti defoliatori come la processionaria e mantengono così in salute i boschi.

Questa era la processionaria del pino, o meglio la Thaumetopoea pityocampa. Mi raccomando: non avvicinatevi mai alle larve di questa specie e in caso ne vediate, avvertite chi di dovere per procedere a una disinfestazione. Possono essere molto pericolose, anche per gli animali domestici come i cani.

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Ivan Berdini

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Zoologo e appassionato di fotografia. Sviluppatore per necessità

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